Studio Legale Avvocato Masi

TUTELA ANTIDISCRIMINATORIA

Lo Studio è specializzato nella particolare materia della tutela antidiscriminatoria.

 

Per discriminazione (e nel genere devono intendersi comprese sia le forme di discriminazione diretta che quella indiretta) s’intende qualsiasi atto, patto o comportamento che produca un effetto pregiudizievole nei confronti di un altro individuo, soprattutto, nell’ambito del rapporto di lavoro, in ragione del proprio sesso, orientamento sessuale, credo politico o religioso, razza e altro (ipotesi di discriminazione diretta) o per le medesime ragioni, attuando un trattamento meno favorevole rispetto ad un lavoratore o ad una lavoratrice che si trovi in una posizione analoga (ipotesi di discriminazione indiretta) Nell’ambito delle discriminazioni, poi, meritano attenzione particolare le molestie, tanto quelle che violino la dignità della persona, tanto quanto quelle sessuali.

 

La disciplina della Legge 125/1991 (modificativa a sua volta della Legge 903/77), ha subito, nel corso degli ultimi anni, ulteriori variazioni, anche grazie alle molteplici sollecitazioni provenienti dalla Comunità Europea) per rafforzare sempre più la tutela antidiscriminatoria sino alla Legge n. 67/2006 (Misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazioni).

 

Il riordino delle varie tipologie di procedimento giudiziario antidiscriminatorio, è stato avviato con il D.Lgs. n. 150/11, il quale, all’articolo 28, ha previsto per le controversie in materia di discriminazione, ove non diversamente regolate, il rito sommario di cognizione, prevedendo l’ampliamento della possibilità di agire in giudizio per gli enti e le associazioni della società civile nei casi di discriminazioni collettive; l’espressa estensione dell’ambito di applicazione delle disposizioni in materia di molestia e di tutela delle vittime di discriminazioni fondate sull’elemento etnico-razziale contenute nel decreto di recepimento della Direttiva Europea 2000/43 anche ai fattori di discriminazioni contemplati nell’art. 43 del Testo Unico delle Leggi sull’Immigrazione, e dunque anche al fattore di discriminazione della “nazionalità” (cittadinanza), ovvero alla discriminazione dello straniero in quanto tale.

Avvocato Maria Masi
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