Studio Legale Avvocato Masi

PROCEDURE CONCORSUALI E CONCORDATI PREVENTIVI

Lo Studio Masi è particolarmente qualificato nella materia del diritto fallimentare.

Le procedure concorsuali sono quelle procedure giudiziali cui è assoggettata un’
impresa commerciale in stato di insolvenza, connotata dai requisiti individuati di volta in volta dal Legislatore, che si svolgono alla presenza di almeno un’autorità pubblica e di altri soggetti indicati dalla legge, con la principale finalità di una drastica riduzione dell’autonomia imprenditoriale, mediante la sottrazione all’imprenditore della disponibilità dei beni, o addirittura dell’impresa stessa, ovvero mediante la nomina di un organo con funzioni di controllo sull’esercizio dell’attività, in vista di una risoluzione della crisi e/o della pari soddisfazione dei creditori dell’azienda interessata.

Il fallimento è la più nota delle procedure concorsuali ed è disciplinato dal Regio Decreto n. 267 del 1942 (c.d. Legge Fallimentare), modificato dal D.Lgs. n. 5 del 2006 e dal D.Lgs. n. 169 del 2007, che ha fissato dei presupposti oggettivi e soggettivi, per la dichiarazione del fallimento.

La Legge Fallimentare disciplina, altresì, il concordato preventivo, l’amministrazione controllata e la liquidazione coatta amministrativa.

La procedura per la dichiarazione di fallimento si svolge dinanzi al Tribunale del luogo ove l’impresa ha la sede principale, comporta la partecipazione di vari organi (Tribunale fallimentare, Giudice Delegato, Curatore, Comitato dei creditori) e si articola in una serie di fasi (custodia ed amministrazione del patrimonio del fallito, accertamento del passivo, liquidazione dell’attivo, riparto dell’attivo tra i creditori).

La sentenza dichiarativa di fallimento produce una complessa ed eterogenea serie di effetti per il fallito, per i creditori, sugli atti pregiudizievoli ai creditori, sui rapporti preesistenti.

Il concordato preventivo, disciplinato dagli art. 160 ss. Legge Fallimentare, consente all’imprenditore che si trova in uno stato di crisi (definizione in cui è ricompreso anche lo stato di insolvenza) di evitare il fallimento. La proposta di concordato preventivo deve provenire dallo stesso imprenditore e può prevedere: la ristrutturazione dei debiti e la soddisfazione dei crediti attraverso qualsiasi forma; l’attribuzione a un assuntore delle attività delle imprese interessate dalla proposta; la suddivisione dei creditori in classi secondo posizione giuridica e interessi economici omogenei; trattamenti differenziati tra creditori appartenenti a classi diverse.

Sulla domanda di concordato deve pronunciarsi il Tribunale il quale, verificata la completezza e la regolarità della documentazione, dichiara aperta la procedura con decreto non soggetto a reclamo, in cui delega un giudice alla procedura, ordina la convocazione dei creditori e nomina il commissario giudiziale.

All’adunanza dei creditori davanti al Giudice Delegato, nella quale si deve procedere all’approvazione del concordato, segue il giudizio di omologazione di fronte al Tribunale, che omologa il concordato con decreto motivato se è stata raggiunta la maggioranza (art. 177, co. 1). Il provvedimento che omologa o respinge il concordato è appellabile e la sentenza resa in sede di appello è ricorribile in cassazione.

 

Avvocato Maria Masi
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